Kinesiologia e Fiori di Bach

Fiori di Bach

Il Test kinesiologico e la Floriterapia

Molti floriterapeuti utilizzano i test kinesiologici, in una delle molte varianti esistenti, al fine di chiedere al corpo quali sono i Fiori di Bach che in quel momento gli servono. Questo test, come abbiamo visto, deve essere eseguito secondo modalità ben precise e rigorose.
Il primo ostacolo che possiamo incontrare è di natura tecnica: alcune persone non sono testabili in determinati periodi della loro vita o da determinate persone. E' necessario utilizzare vari accorgimenti per risolvere questo problema:

  1. Fare uso di una persona che faccia da ponte
  2. Fare espirare la persona durante il test
  3. Utilizzare test che non coinvolgano la forza muscolare
  4. Cambiare esaminatore
  5. Utilizzare se stessi come ponti

Non sempre queste soluzioni sono semplici o danno risultati.

Altre persone sembrano testabili, ma il test su di loro non è pienamente sicuro, lasciando sempre un margine di errore e di incertezza.

Ma l'aspetto più importante da considerare è sicuramente quello legato alle cause primarie di un problema e alle sue manifestazioni secondarie. Per esempio, il corpo potrebbe richiederci Mustard o Gentian, ma la tristezza e la depressione potrebero facilmente essere un effetto secondario di un Larch, di un Wild Rose o di un Willow.

Il corpo potrebbe anche richiedermi 7/8 fiori, ma quelli fondamentali potrebbero essere 1 o 2.

Il corpo non sbaglia, è importante ricordarselo. Quella che può facilmente essere sbagliata è la domanda, non la risposta! Se io mi limito a chiedere al corpo se quel fiore in quel momento lo fa star meglio, lui mi risponderà a questa domanda. Ciò non significa che quel fiore va a lavorare su una causa primaria.

Questo potrebbe sembrare un problema marginale, dato che tra i 7/8 fiori sicuramente sono inclusi quelli che lavorano sulle cause principali del blocco e gli altri fanno da supporto e non sono certo dannosi.
Purtroppo non è così: se devo imparare a suonare uno strumento, è meglio che ascolti solo quello strumento suonare e non un'intera orchestra. Se ho un'infiltrazione d'acqua in casa è meglio dedicare tutte le forze a cercare e riparare il tubo che perde piuttosto che continuare a scrostare e ridipingere le pareti della stanza, anche se la mia casa mi dice che serve.

Il nostro corpo non è una macchina fisica e stupida, che ogni tanto si rompe e noi dobbiamo portarlo da un bravo meccanico a ripararlo. Se il nostro corpo si ammala, non è sfortuna, ma è una strategia che il nostro corpo, inteso come insieme di corpo fisico, anima e spirito, attua per rispondere al meglio alle situazioni in cui si trova a vivere.

Un esempio che chiarirà molto bene le idee è quello legato a Down to Earth, il fiore Himalayano del Primo Chakra. Il primo Chakra è legato alla nostra sopravvivenza fisica: se il mio corpo fisico non sopravvive non potrò realizzare nulla su questa Terra. Sopravvivenza significa cibo, denaro, amore, protezione. Capita che una persona possa non sopportare più il lavoro che fa o la famiglia in cui vive, provare un forte senso di rabbia e di insoddisfazione. Vorrebbe cambiare lavoro o famiglia e questo lo farebbe stare bene, è pronto a dire la sua verità, succeda quel che deve succedere. Seperò dirò al capo ufficio, ai genitori o al coniuge quello che realmente penso, mi ritroverò in men che non si dica licenziato o fuori casa, senza soldi, senza sicurezza. Ma ho dentro tanta energia che ribolle e non è possibile trattenerla. Che fare per non trovarsi in mezzo alla strada? E' a questo punto che entra in funzione la mirabile strategia del corpo: il Primo Chakra, delegato a garantire la sopravvivenza, si occuperà di chiudersi e di ridurre l'energia che entra nel corpo, in modo da evitare che io possa usare quest'energia per compiere azioni che vadano contro la mia sopravvivenza. Meglio vivere con poca energia, con poca pressione (depressi) piuttosto che morire di fame.
Se ci limitiamo a testare Down to Earth, il corpo risponderà correttamente che la sua assunzione gli darà più energia. Ma se vado forzatamente a riaprire inconsapevolmente una porta che il corpo aveva chiuso, rischio di provocare effetti assolutamente indesiderati.

I test kinesiologici sono uno strumento utilissimo, ma devono essere utilizzati come tali, con estrema consapevolezza, intelligenza, sensibilità e soprattutto umiltà.

A cura di Asa.

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