Test Kinesiologico in Contrazione ed Estensione

Nel Modulo Base I di Kinesiologia è stato visto un unico test muscolare, il test classico introdotto da George Goodheart che ha caratterizzato i primi decenni della kinesiologia; questi furono in origine studiati da H. O. Kendall e F. P. Kendall negli anni Trenta del secolo scorso. Durante i primi periodi di pratica questo test è spesso eseguito in maniera non corretta, con sforzo eccessivo, per un tempo più lungo del necessario e con una forza non richiesta. Il risultato è che il muscolo testato si affatica dopo pochi test. Con l’esperienza e la pratica si apprende ad eseguire il suddetto test con leggerezza, rapidità e poca forza. Addirittura, quando il kinesiologo è centrato e in ascolto può avvertire se il muscolo cederà o terrà ancor prima di iniziare il test, ancor prima di toccare la persona: percepirà intuitivamente il suo stato energetico. Esiste un altro test in kinesiologia, chiamato da alcuni test muscolare kinesiologico. La persona da testare mantiene il suo muscolo in leggera tensione nella posizione corretta, ma non esercita alcuna spinta: si limita a mantenere la posizione resistendo alla forza di gravità senza sforzo aggiuntivo per opporsi al test. Il kinesiologo si limita ad esercitare una piccola spinta dolce e progressiva, spesso con le dita della mano, in direzione opposta a quella risultante dalla contrazione del muscolo. Il muscolo sarà chiamato carico se, dopo i primi momenti necessari per organizzare la risposta alla spinta, il muscolo tornerà stabile e saldo; se tenderà a cedere o a traballare sarà chiamato scarico; se non compirà movimenti il muscolo sarà definito congelato o bloccato. Nessuno dei due test valuta la forza o l’energia di un muscolo, misura che non viene fatta tramite la kinesiologia, ma altre grandezze. Qualsiasi test o contrazione muscolare di un muscolo forte può essere modificata tramite il posizionamento di un magnete sopra un punto del muscolo stesso: tale muscolo forte ora risulta debole. Questo semplice esperimento dimostra che la forza non risiede solo nel muscolo: la dimensione del muscolo determinerà la forza massima che tale muscolo può esprimere, ma l’attivazione e la modulazione di tale forza sono associate al sistema nervoso centrale e periferico. La calamita ha indebolito il segnale elettrico partito dal cervello e trasportato dal nervo fino al muscolo; questo segnale elettrico arrivato nella sinapsi provoca il rilascio di una sostanza chimica che entra nel tessuto muscolare e a sua volta provoca e modula la contrazione muscolare. I diversi test kinesiologici non misurano la forza massima esprimibile dal muscolo, bensì alcune caratteristiche del segnale elettrico nel sistema nervoso, cioè capacità neurologiche. Il test classico a livello fisico misura l’attività del segnale, cioè se il muscolo risponde bene ed attivamente al comando di contrarsi. Invece il test muscolare kinesiologico misura il coordinamento del muscolo nel ristabilire l’equilibrio dopo un aumento del carico (forza di gravità a cui si somma la forza del kinesiologo). E’ possibile spostare la visuale dal corpo fisico al corpo eterico – energetico: il test classico valuta se dal muscolo fluisce verso l’esterno del corpo una corretta quantità di energia, mentre il test muscolare kinesiologico valuta se una corretta quantità di energia attraversa il muscolo stando nel corpo. Osservando invece il corpo emozionale il test classico valuta se l’emozione associata a quel muscolo si attiva con la quantità corretta di energia, mentre il test muscolare kinesiologico valuta se si esprime correttamente, se è bloccata o se invece si autoalimenta. Spostando infine l’attenzione al corpo mentale, il test classico valuta se lo stato mentale associato al muscolo si attiva correttamente, mentre il test muscolare kinesiologico valuta se lo stato mentale si esprime correttamente o se è bloccato o permane senza una soluzione dinamica. In realtà tramite uno dei due test si valutano contemporaneamente diversi aspetti di uno stesso meccanismo di funzionamento dell’organismo. Esistono altri test muscolari, oltre ai due appena descritti, che valutano altri meccanismi. E’ utile aprire la mente per comprendere che un muscolo ipertonico, un canale di energia bloccata, un’emozione repressa e uno stato mentale usato in maniera non corretta sono rappresentazioni su piani differenti di un medesimo modo di funzionare dell’organismo. Secondo questo punto di vista il test kinesiologico rappresenta lo studio delle risposte del corpo fisico a ben determinati stimoli; in linea di principio si potrebbero ottenere risultati simili sottoponendo il corpo energetico, quello emozionale e quello mentale a test appropriati. Questo principio teorico si scontra con l’osservazione sul campo che a volte il test può essere positivo su alcuni corpi e negativo su altri: si entra qui nella complessa dimensione dei falsi positivi e dei falsi negativi in cui giocano un ruolo fondamentale la persona testata ed il kinesiologo. Oltre al test muscolare kinesiologico e a quello classico esistono altri 5 possibili test dei muscoli in kinesiologia; uno è analizzato di seguito, gli altri 4 sono attualmente allo studio e saranno presentati in futuro.

Il Test Muscolare Kinesiologico classico in Estensione

Il test muscolare kinesiologico in estensione è l’opposto del test in contrazione appena visto. Si esegue con il muscolo non più in contrazione come il precedente, ma con il muscolo tutto allungato, in estensione appunto, cioè in una posizione differente da quella del test precedente. Il kinesiologo, al posto di opporsi alla contrazione muscolare con una spinta dolce e graduale, tira il muscolo esteso nella direzione opposta, cioè in quella verso cui il muscolo dovrebbe spingere! Dall’anatomia si sa che i muscoli possono solo contrarsi e non possono mai allungarsi, per cui il test in estensione non testa il muscolo, bensì i suoi antagonisti e il coordinamento del sistema nervoso centrale e periferico. Quando un muscolo si contrae gli antagonisti sono inibiti e gli agonisti sono facilitati, in modo da facilitare il movimento. Inoltre il cervello regola il rapporto di forze fra muscolo e antagonisti in modo da far avvenire il movimento con gradualità e coordinamento. Questo test misura la capacità di controllo del sistema nervoso centrale e periferico associata a quel muscolo e non la sua forza. Anche il test classico, denominato in Gamma II, (il test kinesiologico muscolare è detto in Gamma I) in cui la persona inizia a muovere il muscolo e il kinesiologo reagisce, può essere fatto in estensione oltre che in contrazione come visto nel Modulo I. Anche in questo caso sono valutati gli antagonisti e il coordinamento neurologico. Le posizioni di test dovranno essere adattate per portare il muscolo in estensione: da qui la persona inizia ad applicare uno sforzo e il kinesiologo opporrà una reazione isometrica valutando la forza come nel test classico. A livello psichico si valuta l’inversione di qualche concetto associato a quel muscolo.

A cura di Asa.

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