Test Muscolare in Kinesiologia

Un muscolo può essere in diversi stati: forte, debole, iper (valutabile con test muscolare), carico e scarico (valutabile con test muscolare kinesiologico), bloccato (congelato), confuso o alternato. Spesso un muscolo forte è anche carico e uno debole è anche scarico, ma non è sempre così, indicando cause spesso sovrapposte ma non uguali. E’ possibile valutare e in parte risolvere gli stati non testabili tramite le valutazioni preliminari esposte nel Modulo II. Quando un organo, viscere, ghiandola è in vuoto energetico, normale o in pieno il muscolo associato risulta ipotonico (instabile), normale (stabile o forte) o iperfacilitato; in realtà non è il muscolo a cambiare tono muscolare, ma il cervello modifica il segnale al nervo che controlla quel muscolo. Possiamo quindi affermare che il cervello conosce lo stato interno di tutto l’organismo e lo segnala anche ad altre parti del corpo tramite il sistema nervoso. La Kinesiologia Applicata è un mezzo per interrogare il cervello e il sistema nervoso centrale (SNC) sullo stato dell’organismo. Un muscolo può essere normale (forte), debole o iperfacilitato (molto forte). La tecnica del test muscolare richiede un certo allenamento, una grande capacità di ascolto ed una buona manualità, non è sempre facile comprendere lo stato di un muscolo, che dipende dalla forza e dalla struttura della persona, dal suo stato di tensione, mentale, emozionale e medico. La tecnica del test si apprende con l’esercizio: è indispensabile uscire da se stessi e entrare in empatia con la persona testata. Ogni test ha una sua posizione di partenza, un appoggio per le mani ed un movimento ben definiti, con lo scopo di isolare il più possibile il muscolo in esame dagli altri muscoli agonisti.
Si inizia col sistemare la persona nella posizione corretta per quel particolare test, poi si posiziona la mano che testa (M1) e la mano che stabilizza (M2) nelle posizioni corrette e si indica alla persona di spingere nella direzione voluta con tutta la sua forza. Noi opponiamo una resistenza isometrica, che ci permetta di mantenere la posizione senza movimento e senza far muovere il cliente finché la forza del muscolo da testare è arrivata alla sua massima potenza (a seconda della velocità del muscolo può andare da mezzo secondo a 1 secondo circa: i muscoli delle braccia sono veloci, quelli delle gambe lenti). A questo punto applichiamo ancora un piccolo sforzo aggiuntivo: se la persona cede il muscolo è debole, se resiste dopo un piccolo cedimento il muscolo è forte o iperfacilitato. Per distinguere un muscolo forte (normale) da uno iperfacilitato esiste una manovra specifica che inverte la polarità di tutti i muscoli iperfacilitati del corpo: la pressione sul punto 27 del meridiano del Rene (Rene 27). Questo punto si trova appena sotto la clavicola, dove questa interseca il torace, circa a 2 cun (pollici) dalla linea mediana. La pressione di questo punto trasforma tutti i muscoli iperfacilitati del corpo in muscoli deboli, mentre lascia inalterati i muscoli forti e i muscoli che già sono deboli. Se un muscolo non cede con Rene 27 premuto significa quindi che non è iperfacilitato e nemmeno debole, quindi forte. E’ opportuno premere il punto Rene 27 omolaterale rispetto al muscolo da testare. Un muscolo può essere debole per vari motivi, principalmente meccanici o metabolici: Disfunzione miofasciale, Intrappolamento del nervo periferico, Disorganizzazione neurologica, Deafferenzazione e facilitazione segmentale vertebrale, Mancata correlazione viscerosomatica, Squilibri o carenze nutrizionali, Influenza chimico tossica, Cattiva produzione o circolazione di fluido cerebro-spinale, Tensione meccanica avversa nelle membrane meningee, Indebolimento linfatico o vascolare. Se nel passato ogni debolezza o ipertonicità del muscolo era associata automaticamente ad un problema meccanico muscolare, ora occorre prestare attenzione a non compiere l’errore opposto, cioè di associare a queste sempre un problema metabolico o emozionale. Quando un problema muscolare è solo su un lato è molto probabile che il problema sia muscolare, mentre quando è bilaterale è più probabile ipotizzare una origine metabolica o non muscolare. Parimenti, un muscolo può essere iperfacilitato per cause metaboliche organiche, ma anche per stress o per motivi meccanici. Saper testare correttamente un muscolo non è facile, occorre conoscere esattamente la sua azione ed il movimento che esso provoca, l’azione dei suoi agonisti e dei suoi antagonisti. Alcuni muscoli hanno una leva troppo corta o sono interni, a volte occorre testarli in maniera indiretta, passando per un altro muscolo, che occorre verificare forte, oppure tramite la TL. La nascita e il principale uso della kinesiologia applicata fino ad epoche recenti è legata alla cura dei dolori e degli squilibri muscolari: Goodheart scoprì che questi sono quasi sempre causati da muscoli ipotonici e non ipertonici come si credeva fino a quegli anni. Il muscolo ipertonico doveva in realtà compensare l’ipotonicità di un altro e i continui massaggi a questo muscolo non risolvevano molto, perché questo sarebbe ritornato ipertonico per continuare a compensare: il corpo è intelligente e tutto collegato, non è possibile isolare una sola parte. A volte la vera causa di un muscolo dolente è in un muscolo che può essere anche relativamente lontano dal primo.

L’Arte del Test Muscolare di Precisione

Quando un muscolo monoarticolato e uno pluriarticolato agiscono insieme in un movimento, l’azione del primo può essere esaminata ponendo il secondo muscolo in una situazione di svantaggio meccanico, per esempio facendogli compiere completamente gli altri movimenti: se può ruotare e flettere, lo ruotiamo completamente, diminuendo così la sua forza nella flessione, in modo da poter studiare l’altro muscolo senza interferenze. La persona che ha un muscolo debole cercherà di compiere il movimento che gli abbiamo indicato utilizzando altri muscoli forti: per far questo dovrà spostarsi, ruotare, cambiare qualche angolo anche di poco. Il kinesiologo dovrà stare molto attento a identificare queste compensazioni, che quasi sempre sono indice di debolezza. Un alta indicazione di debolezza si presenta quando il cliente non comprende il movimento o la posizione che gli è stata indicata chiaramente: la mente si difende da un fallimento. Il test muscolare deve essere veloce, circa un secondo. Prima sistemiamo il paziente nella posizione esatta, che deve essere il più stabile e salda possibile, poi posizioniamo le nostre mani e spieghiamo con precisione al paziente il movimento che deve compiere, facendoglielo fare dapprima a vuoto (senza resistenza). A quel punto gli facciamo eseguire il movimento; per circa un secondo opponiamo una resistenza isometrica (teniamo il paziente fermo nella posizione, impedendogli di compiere il movimento, ma non facendogli compiere il movimento opposto). Quando sentiamo che ha raggiunto la sua forza massima esercitiamo una piccola pressione aggiuntiva di natura impulsiva: il paziente può avere un piccolo cedimento ma riprendersi subito oppure può cedere. Il test non è un braccio di ferro, se dura più di due secondi può provocare crampi e irrigidimenti muscolari dolorosi che possono anche durare giorni. Se il muscolo è già dolorante prima o se la persona è in stato confusionale o gravemente malata, il test può essere non valido. Occorre tenere conto di ogni minimo dettaglio, anche quelli che possono sembrare banali. L’ambiente deve essere tranquillo, la persona non deve avere appena mangiato, non deve toccarsi parti del corpo se non richiesta, non deve pensare a nulla di particolare, deve essere rilassata, comoda, non deve essere vicina a fonti elettromagnetiche come telefonini, monitor o quadri elettrici. Il kinesiologo deve osservare come il paziente si muove, come cammina, la sua postura. Se non capisce il movimento da fare durante il test, se esegue il movimento in maniera non corretta, flettendo, piegando, stortando o variando la posizione c’è una buona probabilità che il muscolo sia debole. Occorre stare attenti a tutto ciò che fa il cliente: non deve trattenere il respiro, iper ventilare o indossare abiti sintetici che possono indebolire persone sensibili. Alcuni test sono indiretti, eseguiti sfruttando altri muscoli fissatori che devono essere ovviamente forti. E’ consigliabile conoscere origine, inserzione e azioni di ogni singolo muscolo, agonisti e antagonisti, in modo da non eseguire il test meccanicamente, ma capendolo. La persona stressata, tesa e che non vuole essere indagata avrà tutti i muscoli del corpo iperfacilitati, chi è in stato confusionale avrà tutti i muscoli ipotonici.

A cura di Asa.

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