Verifiche Preliminari in Kinesiologia

Prima di effettuare i test, molti kinesiologi effettuano una serie di verifiche preliminari seguite dagli opportuni riequilibri. Tra le altre, le più importanti che di solito vengono eseguite sono:

  • Test del flusso energetico dei meridiani di Vaso Concezione e Vaso Governatore
  • Test dello Switching
  • Test delle Cellule Fusali e dell’OTG
  • Test della biodisponibilità idrica

Questi test diventano importanti nell’ottica di andare verso l’oggettività; il loro scopo è di verificare se in quel momento sono presenti processi della persona che interferiscono con i test kinesiologici e di scioglierli. Esistono alcuni processi che coinvolgono l’intero corpo umano e non solo alcuni muscoli: tutti i muscoli del corpo risultano in uno stesso stato, che può essere bloccato, debole, alternato o altro; l’intero corpo è in uno stato alterato. Altri kinesiologi preferiscono non eseguire le verifiche preliminari in quanto le considerano alterazione dello stato della persona. Esistono molte altre possibili verifiche preliminari non riportate in questa pagina.

Flusso energetico dei meridiani Vaso Concezione e Vaso Governatore

Il meridiano Vaso Concezione (Yin) scorre anteriormente lungo l’asse mediano del corpo, dal perineo (primo Chakra) fino al labbro inferiore, conta 24 punti ed è associato al cervello. Il meridiano Vaso Governatore (Yang) scorre posteriormente lungo l’asse mediano del corpo, dal perineo fino alla sommità del capo, per scendere poi fino al labbro superiore, conta 28 punti ed è associato al midollo spinale. La verifica si esegue passando la mano lungo il meridiano, a pochi centimetri dal corpo, dal basso verso l’alto e successivamente eseguendo un test su un Muscolo Indicatore Forte, usando il test classico o il muscolare kinesiologico. Se il muscolo risulta scarico si potrà procedere ad un riequilibrio eseguendo alcuni passaggi sul meridiano in su e in giù per terminare con 3 passaggi verso l’alto. Si procede poi con un’ulteriore verifica e nel caso un altro riequilibrio, che è di solito temporaneo, nel senso che dopo un certo tempo in parecchi casi torna in squilibrio.

Switching

Lo Switching (commutazione) è molto diffuso e comune in diversi gradi a quasi tutte le persone, si manifesta come uno stato neurologico psicofisico di confusione, di stress, di mancanza di coordinamento, rigidità o lassità articolare associato a lapsus, distrazioni, difesa, chiusura, giramento di testa, nervosismo, razionalizzazioni. In presenza di Switching una risposta muscolare viene deviata ad un altro muscolo e più in generale un segnale fisico associato ad un organo, viscere, ghiandola, nervo, muscolo e qualsiasi altra parte fisica viene deviato ad un’altra parte del corpo a cui a prima vista risulta associato. Questa caratteristica del corpo umano non è ancora stata studiata a sufficienza se non parzialmente dalla psicologia: il fenomeno infatti coinvolge anche la sfera energetica, emotiva, mentale e spirituale dell’organizzazione dell’uomo e non si limita al corpo fisico. Il risultato è che il sintomo appare lontano da dove è il problema e la cura di tali sintomi risulta inefficace, sia a livello fisico che a livello emozionale, psichico e spirituale. L’argomento è ancora nelle fasi di studio preliminari. Qui di seguito sono presentate le manovre classiche che la kinesiologia ha individuato e che utilizza per rilevare e correggere i più noti casi di switching; in alcuni casi la correzione appare definitiva, ma nella maggior parte dei casi il problema torna a manifestarsi, di solito prendendo altre vie.
In kinesiologia, per verificare la presenza di alcune forme note di Switching occorre eseguire il test muscolare kinesiologico su un MIF mentre vengono toccati entrambi i punti R27 (sotto la clavicola, nelle fossette appena prima dello sterno). In caso di muscolo scarico si può procedere al riequilibrio di queste condizioni di Switching tramite una vigorosa frizione di entrambi i punti R27 mentre contemporaneamente viene frizionato l’ombelico. Segue un secondo test di verifica ed eventualmente un secondo riequilibrio. Tale riequilibrio è facile da eseguire e può utilmente essere fatto in autotrattamento ogni volta che ci si sente confusi. Esistono altri casi di Switching che non sono risolti dalla manovra sopra descritta, in quanto la confusione è dovuta a molte cause. Esistono cause che sul piano fisico sono viste come spaziali sui 3 assi. E’ possibile identificare i 3 diversi Switching spaziali testando un MIF con il contatto sui seguenti punti: R27 destro e R27 sinistro per l’asse laterale, VC24 (sotto il labbro inferiore) e VG28 (tra il naso e il labbro inferiore) per l’asse verticale e VG1 (sotto la punta del coccige) e VC1 (perineo) per l’asse anteroposteriore. Tramite la localizzazione terapeutica si verifica se uno di questi punti scarica un MIF e nel caso si procede a massaggiare in sequenza tutti i 6 punti uno alla volta per 15-20 secondi mantenendo nel contempo il contatto con l’ombelico. Esistono molti altri casi di Switching profondi per i quali è possibile utilizzare un massaggio contemporaneo di VC1 (perineo), VG1 e VC8 (ombelico) per circa un minuto. La manovra di passare con le 2 mani per 3 volte dal 7° al 1° Chakra e viceversa a 10 cm dalla persona contribuisce a sciogliere ulteriori Switching.
Un altro tipo di Switching legato ai muscoli si testa tramite un MIF dopo aver fatto contrarre fortemente tutti i muscoli della persona per qualche secondo e la manovra per sciogliere questi Switching è la contrazione contemporanea di tutti i muscoli del corpo da parte della persona seguita da un completo rilassamento dei medesimi per 5 – 6 secondi, operazione da ripetere 4 – 5 volte meglio da sdraiati.
Un altro tipo di Switching è legato alla supinazione, pronazione, rotazione, flessione e adbuzione di arti, testa, piedi, polsi, dita e busto; si fa compiere alla persona uno di questi movimenti una volta e subito dopo si testa un MIF: se questo risulta scarico si fa compiere alla persona lo stesso movimento per una decina di volte mentre mantiene il contatto con l’ombelico. Per esempio è possibile testare la rotazione a destra dei 4 arti e nel caso il test dia esito positivo la manovra correttiva consiste nel ruotare in contemporanea i 4 arti nella stessa direzione di quella testata e ritorno per una decina di volte. Poi si testa la rotazione a sinistra. Questo tipo di Switching può essere presente in ogni articolazione del corpo in ogni suo grado di movimento. Un riequilibrio completo richiede parecchio tempo, ma spesso risulta definitiva, almeno in molte articolazioni. Questo riequilibrio porta un maggiore coordinamento motorio, una maggior flessibilità, un minor stato confusionale, maggior solidità, tranquillità, calma e riduce gli Switching.
Un’altra categoria di Switching è associata ai legamenti; si testa tramite un MIF dopo aver teso i legamenti, cioè dopo aver flesso o ruotato un articolazione al suo massimo, senza ovviamente esagerare. La correzione si esegue massaggiando l’articolazione nella direzione dei legamenti subito dopo il test.
Esistono Switching associati alle ossa: si testano tramite un MIF dopo aver toccato le due estremità dell’osso e si corregge massaggiando l’osso per la sua lunghezza subito dopo il test. Per la scapola si tocca il centro e il bordo mentre per le vertebre ci si limita ai processi spinosi posteriori da toccare con due dita e da massaggiare in senso verticale. Un’altra categoria è relativa a tendini ed aponevrosi e si testa con un MIF ponendo l’articolazione in massima estensione. Il massaggio del tendine appena dopo il test corregge lo Switching.
L’ultimo Switching studiato è relativo ai nervi e si testa tramite un MIF toccando i forami intervertebrali dai quali il nervo fuoriesce. La correzione avviene massaggiando questi forami appena dopo aver eseguito il test.
E’ allo studio il seguente test per verificare se un muscolo o una parte del corpo sta ricevendo un sintomo non suo, ma commutato da un altro muscolo o da un’altra parte. Col Pause Look multiplo si memorizza R27 e successivamente l’ombelico e il punto sulla colonna vertebrale corrispondente all’ombelico premuti insieme, poi si testa un muscolo dolorante o una zona del corpo dolorosa tramite un MIF e la TL: se il test risulta invertito rispetto allo stesso test eseguito senza ombelico e punto posteriore significa che il muscolo sta ricevendo un segnale commutato; tramite la TL è possibile identificare il muscolo che invia il segnale, cioè il muscolo che apparentemente sta bene ma che se massaggiato provoca la soluzione del problema al muscolo bersaglio. In realtà è anche possibile massaggiare il muscolo bersaglio, ma in questo caso il riequilibrio è sempre temporaneo.

Test delle Cellule Fusali e dell’OTG

Come già visto nel Modulo Base I, le cellule fusali sono poste nel ventre del muscolo e hanno la funzione di regolare la lunghezza del muscolo. Se la cellula fusale viene accorciata “pizzicando” cioè avvicinando → ← tra loro due punti posti sul ventre del muscolo viene inviato al cervello un segnale di eccessivo accorciamento muscolare, al quale il cervello reagirà inviando un segnale di distensione del muscolo in oggetto; eseguendo un test muscolare kinesiologico il muscolo dovrebbe risultare scarico. Se invece il muscolo risulta carico dopo tale accorciamento forzato della cellula fusale la persona si trova probabilmente in uno stato chiamato di blocco, di stress, di difesa, in cui i muscoli del corpo sono tutti bloccati, cioè sempre eccessivamente carichi, incapaci di cambiare stato. Nel caso la persona non risulti stressata, il muscolo potrebbe tornare a posto da solo, ma potrebbe anche rimanere scarico. In questo caso occorre procedere con una stimolazione della cellula fusale inversa rispetto alla precedente, allontanando ← → tra di loro i punti che erano stati prima avvicinati. Il cervello riceverà il segnale che il muscolo si è troppo allungato e invierà un segnale di contrazione che renderà di nuovo carico il muscolo al test di verifica. Un test simmetrico può essere eseguito sugli Organi Tendineo Muscolari del Golgi (OTG): allontanando tra di loro ← → i due OTG posti vicino alle estremità del muscolo, il cervello riceve l’informazione che il muscolo è troppo contratto e manda il segnale per rilassarlo. Questi due test, oltre a verificare o stato di CFN e OTG, permettono di verificare se il muscolo ha una corretta connessione al cervello. Maggiori informazioni su CFN e OTG si trovano sulla dispensa di Kinesiologia Massaggio, insieme alle tecniche da utilizzare per ritarare questi organi.

Biodisponibiltà Idrica

L’acqua è un importante mediatore per la conduzione nervosa, cioè per il trasporto delle informazioni al cervello, e per smaltire tossine accumulate nel corpo. Una sua ridotta disponibilità potrebbe alterare lo stato dell’organismo e invalidare i test kinesiologici. Esiste un test atto a verificare se la ridotta disponibilità di acqua inficia i risultati dei test: esso consiste nel tirare una ciocca di capelli (non troppo forte…) o somministrare un pizzicotto sul cuoio capelluto in caso di calvizie e subito dopo aver lasciato la ciocca effettuare un test kinesiologico (classico o muscolare) su un MIF. Il test verifica l’elasticità del cuoio capelluto, che dipende dall’idratazione dell’organismo. Il muscolo scarico o debole indica una scarsa idratazione che influenza i test. Far bere alla persona un bicchiere d’acqua risolve temporaneamente il problema, ma non la causa profonda, legata quasi sempre ad un trauma. Una volta sciolto il trauma, i test non saranno più inficiati da una ridotta disponibilità idrica. Un metodo fisico per lo scioglimento di un buon numero di traumi associati ad una non efficiente gestione della risorsa idrica è di massaggiare il punto VC9, posto un cun sopra l’ombelico, per 30 secondi, mentre viene tenuta una mano sulla fronte.

Altre condizioni che modificano il risultato dei test

Oltre a quelle viste ci sono molte altre condizioni che potrebbero modificare e rendere poco affidabile il risultato dei test; alcune sono note, mentre altre non lo sono ancora e potrebbero essere scoperte nei prossimi anni. Mentre lo studio di queste condizioni prosegue, è stata individuata una manovra che risolve gran parte delle condizioni note, sia quelle presentate in questa dispensa che altre conosciute. Essa non richiede test né verifiche e consiste nel porsi davanti alla persona da testare e con due mani piatte e allineate, con i palmi rivolti verso il pavimento e con le punta delle dita di una vicine a quella dell’altra mano passare a circa 10 centimetri dal corpo della persona dal Settimo Chakra al Primo e poi risalire rapidamente e con energia al Settimo, ripetendo questo movimento con energia per tre volte di seguito, come per fare vento alla persona, mentre la persona mantiene il contatto con l’ombelico. Ad oggi questa manovra risulta molto efficace e rapida. A livello psichico scioglie blocchi e memorie già emersi, in modo da poter affrontare lo studio di nuovo materiale.

A cura di Asa.

Indice Kinesiologia

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