Reiki: L'Incontro tra Oriente ed Occidente

5 REIKI

5.1 Le Origini di Reiki

5.1.1 La Vita di Usui

Mikao Usui Sensei nacque il 15 Agosto 1865 a Yago, un villaggio del Giappone. Visitò molti conventi buddisti e studiò testi antichi imparando il sanscrito, il cinese e il tibetano. Si diresse in Cina, in India, in Nepal e nel Tibet dove trascorse sette anni presso un Lama. Fu nel maggio del 1922 che che entrò in contatto con Reiki e comprese come utilizzarlo quale strumento di crescita personale, evoluzione spirituale e autoguarigione. Nel corso della sua vita trasmise i suoi insegnamenti a oltre duemila persone
e iniziò 17 Maestri tra cui Hayashi e Hawayo Takata che portò Reiki nel mondo occidentale quando si trasferì in California. Usui Sensei morì il 9 Marzo 1926 e dopo la sua morte alcuni dei suoi studenti crearono la Usui Reiki Ryoho Gakkai (Associazione per l'Apprendimento del Metodo di Guarigione Usui Reiki) e lo dichiararono post mortem Presidente. Nel 1927 venne eretta una Stele commemorativa nel cimitero del tempio Saihoji in Tokyo, da cui abbiamo la maggiore quantità di informazioni sulla vita di Mikao Usui.Se fino a qualche anno fa esistevano solo vaghe informazioni sulla vita di Usui, tali da far dubitare della sua effettiva esistenza, recentemente sono emerse prove documentali e testimonianze del suo passaggio terreno. Le iscrizioni sul suo monumento funerario, il presunto ritrovamento di un Manuale di appunti, il contatto con organizzazioni e studenti giapponesi di Reiki sembrano aver delineato una figura più nitida della sua vita e delle sue opere.

5.1.2 Il Mito di Usui (Storia)

Mikao Usui
Mikao Usui

Così Hawayo Takata narrava ai suoi studenti: Mikao Usui era un monaco cristiano e come ogni domenica,si apprestava a officiare la regolare cerimonia nella cappella del collegio maschile di cui era anche il rettore. Uno degli studenti si alzò in piedi, chiese il permesso di parlare e quando gli fu accordato disse:
"Parlo in nome degli studenti che hanno concluso gli studi e lasceranno la scuola per andare nel mondo. Noi siamo giovani e abbiamo tutta la vita davanti a noi, ma abbiamo anche molti dubbi e timori e vorremmo delle rassicurazioni.
Per anni abbiamo studiato in questo collegio e conosciamo la Bibbia, sappiamo che Gesù Cristo operava miracoli, perché le persone credessero in lui. Ma noi non abbiamo mai assistito ad alcun miracolo e ci chiediamo che cosa significa credere in Dio.

In tutti questi anni, Dottor Usui, Lei è stato il nostro insegnante e la nostra guida, conosciamo la Sua fede profonda nelle Sacre Scritture, ma noi non abbiamo la Sua fede. Per favore, la preghiamo di darci una dimostrazione che ciò che è scritto corrisponde a verità." Usui disse che era vero, che era un buon Cristiano e che aveva una assoluta fiducia nelle parole di Cristo, che esistevano testimonianze storiche e opere teologiche che dimostravano le capacità taumaturgiche di Cristo e l'esistenza dei miracoli.

Ma lo studente continuò: "Noi la onoriamo e la rispettiamo come nostro Maestro, ma tra poco noi saremo fuori di qui e dovremo cavarcela da soli. Noi le chiediamo di farci vedere come si fa a restituire la vista a un cieco, a guarire un lebbroso o a resuscitare un morto". Usui rispose che questo non poteva farlo, perché nessuno glielo aveva insegnato.

Lo studente riprese a parlare con un velo di amarezza: "Noi la ringraziamo per tutto quello che ci ha insegnato, ma ora sappiamo che la Sua fede è una fede cieca e noi non vogliamo credere ciecamente a qualcosa, vogliamo fatti e dimostrazioni tangibili, vogliamo essere certi che quello che facciamo o diciamo esiste davvero. Lei ha ricevuto in dono questa fede assoluta e ha vissuto a lungo per rafforzarla, ma questo riguarda la Sua vita.
Noi stiamo iniziando la nostra e abbiamo bisogno almeno di una dimostrazione per continuare a credere in Lei e nei Suoi insegnamenti e avere un giorno la Sua stessa Fede."

Usui disse che non poteva mostrare alcuna guarigione in quel momento, e non volle proseguire oltre la discussione. Ma le parole dello studente lo avevano profondamente colpito e dopo un lungo silenzio aggiunse: "Bene, dunque. Io non posso dimostrarvi nulla, in questo momento, ma un giorno ve lo proverò. E per fare questo fin da ora rassegno le mie dimissioni da ogni incarico e parto alla ricerca del segreto della guarigione. E quando lo troverò, ritornerò e ve lo dimostrerò."

Per sette anni approfondì i suoi studi sul Cristianesimo, sulla Bibbia, sul Buddismo e studiò altre Religioni e Filosofie.

Si recò dunque nei Monasteri chiedendo ai monaci se fosse vero che nei Sutra si parlasse del potere di guarire le malattie, ma la risposta era quasi sempre la stessa: "Si, certo, è scritto che il Buddha guariva i lebbrosi appoggiando le mani sul loro corpo, ma noi monaci buddisti riteniamo che tutto dipenda dalla mente e non possiamo dedicare molto tempo al corpo.

Certo è importante mangiare e bere moderatamente, occuparsi di essere in salute ed essere rispettosi della vita, ma quello che ci preme innanzi tutto è la salute dello Spirito. Per questo noi trascorriamo lunghe ore in meditazione o pregando, per trascendere il corpo e sviluppare le facoltà della mente."

Ogni volta Usui faceva un inchino, ringraziava e si recava nel monastero successivo. Trascorsero mesi di ricerche. Usui continuava instancabilmente fiducioso la sua ricerca.

Finalmente giunse in un Tempio Zen, fu accolto con benevolenza, gli fu accordato il permesso di leggere i Sutra e di partecipare alle sedute di meditazione con i monaci.

Effettuò ricerche sui testi cinesi e indiani e fu proprio nei testi originari dei Sutra, scritti nell'antica lingua Sanscrita, che Usui trovò il metodo. Gli apparve semplice e chiaro, il suo contenuto era stato scritto 2.500 anni prima. Particolari insegnamenti li trasse dal Sutra del Cuore. Usui parlò con il monaco che dirigeva il monastero Zen: "Andrò sul monte Koriyama e mi sottoporrò alla prova per ventun giorni. Digiunerò e mediterò. Se il ventiduesimo giorno non sarò ritornato, mandate a cercare il mio corpo perché vorrà dire che sono morto." E partì.

Scelse un luogo vicino a un corso d'acqua, si sedette sotto un grande cedro e iniziò la meditazione. Posò davanti a sé ventun sassolini ed ogni giorno che passava ne eliminava uno. Egli sapeva che doveva aspettare finché accadesse qualcosa, ma non sapeva cosa.

In quei giorni leggeva le Scritture, recitava i Sutra, meditava e beveva solo acqua. Stava per sopraggiungere l'alba del ventunesimo giorno, Usui si accingeva ad effettuare l'ultima meditazione e quando aprì gli occhi vide in lontananza una piccola luce tremolante, simile alla fiamma di una candela.

La luce si avvicinava, puntando alla sua fronte. Ne ebbe paura, pensò di evitarla o di chiudere gli occhi, ma intuì che quella era la prova che stava aspettando e così rimase a fissarla. In un attimo la luce lo illuminò in mezzo alla fronte e l'impatto fu così forte tanto che Usui cadde. Ancora stordito dalla forza dell'evento vide davanti a lui milioni e milioni di sfere di luce muoversi, notò che avevano i sette colori dell'arcobaleno e vide pulsare davanti ai suoi occhi le parole che aveva appreso quando leggeva il testo sanscrito: "Ricordati, Ricordati. E' Così. Ricordati".

Usui non avvertiva più dolore, paura, fame, stanchezza e sentì che quel giorno aveva ricevuto la benedizione. In quel momento disse: "Ora posso aprire gli occhi e gettare l'ultimo sasso". Si alzò e riprendendo il cammino di ritorno si accorse che le sue gambe erano forti e i piedi stabili. "Questo è il primo miracolo!" pensò, "Mi sento sazio e riposato".

Scendendo dalla montagna, inciampò in una roccia e si ferì un dito del piede, l'unghia era staccata, la ferita sanguinava e gli doleva molto. Istintivamente afferrò il dito con la mano e poco dopo sentì un profondo calore entrare nella ferita. Dopodichè Il dolore scomparve e il sangue terminò di uscire. "Questo è il secondo miracolo", pensò. E continuò il cammino.

Giunse a una locanda e si fermò per ritemprarsi. La figlia del padrone della locanda aveva un terribile mal di denti e da settimane piangeva dal dolore. Usui le mise le mani sulle sue guance e in breve il dolore le svanì. La ragazza incredula e felice lo ringraziò.

Verso sera fu di ritorno al monastero ed era desideroso di incontrare il monaco per condividergli quanto accaduto, ma il monaco era in preda ad un violento attacco di mal di schiena.

Usui andò a trovarlo nella sua piccola stanza e mentre gli raccontava la sua esperienza appoggiò le sue mani sulla sua schiena. Gli disse del digiuno, della lunga attesa, della luce e di come era andata la giornata.
Terminato il racconto, Usui fece per congedarsi, ma il monaco dopo un attimo di stupore disse: "Il dolore non c'è più, potrò dormire finalmente! Mi sento meravigliosamente e pieno di energia! Così è questo che tu chiami Reiki!

Successivamente Usui decise di utilizzare e diffondere Reiki dove più ce ne era bisogno, ovvero nei sobborghi di Kyoto, nel quartiere dei mendicanti. Lì si stabilì per diversi anni, perfezionò la tecnica della guarigione: scoprì che i giovani guarivano più in fretta, bastavano pochi giorni di trattamento, mentre i più anziani necessitavano di settimane, a volte di mesi di applicazioni di Reiki.

Egli lavorava instancabilmente e poco a poco molti guarirono, si recavano in città, trovarono un lavoro e trasformarono la loro vita.

Ma un giorno, mentre Usui girava per il sobborgo vide che le persone che aveva curato e che avevano cambiato vita, desideravano tornare a fare i mendicanti. Usui vide il lavoro di anni vanificarsi in un attimo e disse tra sè e sè: "Cosa ho fatto? Io non ho salvato una sola anima! Dunque è vero che la mente è più importante del corpo. Così ho fallito, completamente fallito? Se avessi pensato prima di tutto a guarire il loro spirito e poi il loro corpo forse non sarebbe andata così". Era deluso ed amareggiato.

Chiese ai mendicanti il motivo del loro desiderio di "tornare" e uno rispose: "Chiedere l'elemosina è un mestiere facile, non preoccupa; è più facile trovare qualcosa da mangiare e un posto dove dormire che lavorare tutto il giorno. Usui commentò: "Ingrati, siete avidi, volete tutto per voi e non siete disposti a dare nulla in cambio: ecco perché siete di nuovo nel fango. Siete solo capaci di chiedere ma non conoscete gratitudine né generosità. Basta Reiki, basta mendicanti!"

Ma gli anni di lavoro nei sobborghi non erano stati vani: ora egli sapeva che non bastava guarire il corpo ma occorreva anche insegnare la gratitudine per la vita, l'onestà, la generosità e a ringraziare Dio per i doni di ogni giorno.

Così nacquero i Principi di Reiki:

Solamente per oggi, non arrabbiarti. Solamente per oggi, non preoccuparti.Terremo conto di tutte le benedizioni e onoreremo i nostri genitori, i nostri insegnanti e i nostri vicini.
Onoreremo il cibo, non lo sprecheremo, perché anche il cibo è un dono di Dio.
Vivremo onestamente, ci guadagneremo da vivere in modo dignitoso e saremo pieni d'amore e di compassione verso tutto ciò che ha vita.

Usui trascorse il resto della sua vita viaggiando per il Giappone. Andava nei mercati affollati di gente e vagava su e giù con una lampada accesa in mano in pieno giorno. Quando qualcuno gli faceva notare rispettosamente che se cercava qualcosa non c'era bisogno di quella luce, egli rispondeva: "Quello che sto cercando io non si vede alla luce del sole. Il mondo è pieno di gente triste chiusa e arrabbiata. Io cerco qualcuno che abbia voglia di far luce nel suo cuore e guarire da ogni sofferenza, e rendere puri e forti la mente, il carattere e il corpo. Se vuoi ascoltare questa lezione, seguimi."


5.1.3 REI

Si definisce REI l'Energia Universale, l'energia divina del Creato, fonte inesauribile del visibile e dell'invisibile, del materiale e dell'immateriale, è la parte percepibile della luce, dell'amore, della forza divina. Nelle teorie scientifiche e anche nella vita pratica di ogni giorno, tale energia "Rei" si esprime attraverso il concetto di Forza. In effetti etimologicamente la parola energia significa "forza che sta dentro": forza di gravità, forza elettromagnetica, energia cinetica, calorica, ogni corpo dotato di massa sembra sottoposto a una continua interazione con numerose "forze". Einstein, con la Teoria della Relatività e la sua famosa equazione e=mc2, dove "e" sta per energia, "m" per massa dei corpi materiali e "c" è la velocità della luce, dimostra che la massa non è altro che energia, e che quindi, non esiste da un lato la materia e dall'altro l'energia, ma esiste un'unica realtà: dipende dal punto di osservazione il considerarla materia o energia. Sappiamo, inoltre, che la materia è costituita da atomi, il cui diametro misura un centesimo di milionesimo di millimetro, ma nell'atomo la materia è presente in misura ridottissima ed è costituita dal nucleo e dagli elettroni. "Tutto" il resto è energia. Gli esperimenti di Rutherford hanno dimostrato che il nucleo dell'atomo, lungi dall'essere duro e "materiale", consiste in realtà di vaste regioni di spazio dove si muovono particelle ancora più piccole.
Queste unità subatomiche sono entità quasi astratte che presentano un carattere duale: a seconda di come le osserviamo ora sembrano particelle, ora onde elettromagnetiche.
Questa natura duale è la stessa che riscontriamo nella luce. Questa proprietà, che accomuna la luce e la materia, ha dato infine origine alla formulazione della teoria dei "quanti", secondo la quale la materia avrebbe la "tendenza a concentrarsi" in qualche regione dello spazio, ma è chiaro che il concetto di realtà della materia è attualmente in discussione.

5.1.4 KI

Si definisce KI l'energia individuale, l'energia vitale, caratteristica e unica di ogni corpo, associata al suo esistere nel mondo. E' possibile tradurla in Essenza Individuale o forza interiore. Secondo un'interpretazione spirituale o filosofica, potremmo parlare di Anima, di Microcosmo, di Coscienza, di Psiche oppure, più concretamente, di Personalità, Individualità, Carattere, Identità. Importante è stabilire l'esistenza di una energia che muove dall'interno del nostro corpo (inteso come sistema Mente/Corpo) che interagisce con la realtà. La cellula è l'unità morfologica e strutturale di tutti gli esseri viventi. Consiste di componenti essenziali, necessari al processo vitale, in grado di fornire a tutto l'organismo energia e materiali di costruzione e il complesso delle reazioni che generano energia è detto respirazione. Crescita, rinnovamento e riparazione sono le caratteristiche fondamentali di ogni tipo di vita, rese possibili dal processo di riproduzione cellulare, la mitosi. Il DNA si duplica, formando copie identiche a se stesso. Nel nostro essere esiste dunque una memoria, il collegamento con un passato antichissimo, con i primordi della vita. Dentro di noi esistono, misteriose e segrete, le istruzioni che determinano in gran parte la nostra vita stessa. Le nostre cellule sanno come sostenere la crescita, la vita e la riproduzione. Questa conoscenza è una forma di energia, energia vitale, KI, energia ancestrale, primordiale, memoria, saggezza e armonia interiore. Il KI è l'essenza, il seme, il germe, il nucleo dove si condensa il significato della vita.

5.1.5 ReiKi

Reiki è una parola giapponese che significa "Energia Vitale Universale". Nasce dall'unione di Rei, che possiamo definire energia universale, e di KI, energia individuale o forza interiore. Reiki è una pratica che consente di mettere in contatto REI e KI, creando un potente ed inesauribile flusso di energia attraverso l'organismo. Ogni carenza di energia vitale all'interno del corpo viene, in breve tempo, colmata di nuova forza; gli organi del corpo attraversano un periodo di vera e propria rigenerazione cellulare. Le emozioni, bloccate all'interno dell'organismo e responsabili di molte malattie, emergono alla coscienza, si liberano e la mente funziona con lucidità e chiarezza, al fine di acquisire consapevolezza e armonia. La separazione, che da millenni, distingue il Mondo Divino dall' Umano e che ha spesso creato confusioni tra mondo spirituale e mondo materiale, appare colmata attraverso un intervento rituale, misterioso, che riunisce in una sola cosa Dio ed Uomo, Spirito e Materia. Comprendiamo ora il perché Mikao Usui inizia le sue ricerche dalle Sacre Scritture e dai Sutra buddisti, per incontrare il segreto della guarigione. Anche Oriente ed Occidente s'incontrano attraverso Reiki: si fondono in una disciplina che, partendo dal corpo fisico, porta alla scoperta dell'Anima che, attraverso le iniziazioni ed i trattamenti, rivela l'armonia celeste nella vita quotidiana.

5.1.6 L'ideogramma Reiki

La comprensione del significato di Reiki può avvenire anche grazie alla "lettura" del suo ideogramma.
La calligrafia giapponese si esprime attraverso gli ideogrammi, che sono base e fondamento della pittura. L'ideogramma è un insieme di segni, linee che simboleggiano un'idea; è interessante comprendere il senso di ogni singolo segno, che sintetizza ed evoca una realtà più vasta.
Il primo segno è il Cielo, il principio creatore, l'azzurro e le sue sfumature, l'inizio.

Cielo

I due segni successivi sono le nuvole che si muovono nel Cielo, come per rappresentare il movimento dei pensieri nella mente umana

Nuvole

e poi un fulmine, il deciso tratto centrale, dall'alto in basso, che simboleggia la volontà, la scelta, la direzione che crea la crisi, la trasformazione, le lacrime, le quattro gocce di pioggia, l'acqua: elemento essenziale di vita

Pioggia

…e poi le bocche degli uomini, che sulla Terra ringraziano Dio nella preghiera, accolgono i doni del cielo, della pioggia che dona la vita, che consente agli alberi di fiorire e fruttificare.

Bocche

Ora l'uomo non è più rappresentato da una bocca ( Bocca) ma dalla sua individualità ( Uomo).
Ecco il tempio con due uomini che, in un luogo sacro, condividono le proprie emozioni, i propri desideri...

Uomini nel tempio

Queste sono le linee che simboleggiano Rei: Energia universale, forza divina, macrocosmo.

Rei o Danza della pioggia

Interessante è scoprire che Cielo, nuvole, pioggia li ritroviamo anche nel simbolo KI. E' presente l'acqua, la pioggia, che, arrivata alla terra, evapora e si ricondensa in nuvole per riprendere il ciclo vitale: la danza della vita.

Forza Interiore

E qui troviamo il chicco di riso, simbolo dell'essenza interiore, del seme che grazie alla pioggia, all'energia del sole, della luce, germoglia, si radica, vive.

Chicco di Riso

Questo è l'ideogramma giapponese che rappresenta il KI: l'energia individuale, forza interiore, microcosmo.

Simbolo del Ki

Reiki è l'unione tra REI e KI.

Simbolo di Reiki

L'energia di Reiki va a nutrire quel seme che è dentro di noi, che rappresenta la nostra più intima essenza che sa cosa fare, dove andare e cosa vuole.
Reiki insegna che siamo noi i guaritori di noi stessi, che la crisi, il dolore, il pianto fanno parte del processo vitale così come la felicità e il sorriso. Reiki insegna la responsabilità delle proprie scelte e il coraggio di esprimere in ogni momento la Verità.
Reiki offre la possibilità di comprendere il senso e la causa profonda della malattia, del disequilibrio, della tristezza, della noia visti come compagni da ascoltare e non come nemici da sconfiggere al più presto e subito. Reiki insegna la profonda fiducia nell'intelligenza infinita della Natura.

5.1.7 L'insegnamento di Reiki

L'insegnamento di Reiki avviene con la partecipazione ai seminari. Solitamente, il seminario dura due giorni ed è un viaggio alla scoperta di se stessi. Si lavora in piccoli gruppi o singolarmente, si riceve l'attivazione dell'energia di Reiki dal Maestro e si apprende la tecnica dei trattamenti. Si esplora il significato delle malattie e degli eventi da un punto di vista simbolico, si condividono esperienze di vita.

Reiki prevede quattro successivi livelli d'iniziazione.
Nel Primo livello l'allievo riceverà l'iniziazione a Reiki, imparerà la tecnica dei trattamenti, il senso e l'importanza dei principi di Reiki per la guarigione del corpo, ma anche dello Spirito. I trattamenti che si apprendono e si praticano nel seminario di Primo livello sono: l'autotrattamento, il trattamento dei chakra, il trattamento dei cinque organi e il trattamento di Base. Nel Secondo livello si impara a guarire la propria relazione con la realtà. C'è una cerimonia d'iniziazione. Si viene a conoscenza dei tre Simboli di Reiki e si impara ad usarli. I trattamenti di Secondo livello che si apprendono e si praticano sono il trattamento mentale, il trattamento a distanza e la purificazione degli ambienti. L'impegno di percorrere il cammino di crescita interiore si rafforza e così la relazione con lo Spirito e con il maestro che abbiamo incontrato. I tempi di accesso al Secondo livello sono soggettivi. Con il Terzo livello si riceve l'iniziazione al Quarto Simbolo; si attiva un profondo processo di emersione dell'inconscio che consente di comprendere sempre più chiaramente il senso di questo Viaggio Terreno.
Successivamente al Terzo livello esiste la possibilità di scegliere di essere Maestro di Reiki, di dedicarsi all'insegnamento e alla diffusione di Reiki. E' una scelta di vita per la vita.
E' nel seminario di Quarto Livello che si sceglie di essere Maestri di Reiki, che si riceve l'iniziazione al Quarto simbolo, che si apprende il procedimento delle Iniziazioni e che grazie all'esperienza e alle conoscenze acquisite, ci si può successivamente dedicare all'Insegnamento.
Essere Maestro significa anche porsi al Servizio dell'energia Spirituale presente in ogni manifestazione.

5.2 IL PRIMO LIVELLO (Shoden)

Il Primo livello consiste nel partecipare ad un seminario in cui si riceve da un Maestro l'iniziazione a Reiki. Nel seminario l'allievo impara a fare i trattamenti a se stesso e agli altri, a comprendere i significati simbolici legati ai vari organi del corpo e conosce i Principi di Reiki.

5.2.1 L'Iniziazione al Primo Livello

L'iniziazione è una cerimonia sacra e segreta, trasmessa oralmente di Maestro in Maestro, che mette in condizioni l'allievo di canalizzare l'energia di Reiki e di trasmetterla attraverso le mani. Il maestro deve avere ben chiaro di non volere per tale regola esercitare un ascendente su altri uomini. Per ricevere l'iniziazione al Primo livello, occorre sedersi per alcuni minuti con gli occhi chiusi, le mani giunte e le piante dei piedi ben appoggiate a terra, in presenza del Maestro di Reiki che abbiamo scelto. Chiudere gli occhi significa affidarsi alla vita, lasciar andare il controllo. Unire i palmi delle mani all'altezza del cuore rievoca l'atto della preghiera, invita a riconoscere che dentro di noi c'è amore, comprensione, fiducia. I piedi ben aderenti al suolo rappresentano il contatto con la terra, il contatto che ci consente di camminare, saltare, andare, fermarsi, sedersi ed ascoltare. Reiki è il magico incontro della volontà e del consenso tra il maestro e l'allievo. L'energia della guarigione è attivata, è l'inizio di un percorso di crescita e di evoluzione, di un viaggio unico che consentirà di sintonizzarsi anche con il proprio vissuto, di comprenderlo, trasformarlo e di andare Oltre.

5.2.2 I Trattamenti di Primo Livello

Dopo aver ricevuto l'iniziazione, siamo in grado di trasmettere l'energia di Reiki, a noi stessi e agli altri. Semplicemente appoggiando le mani per qualche minuto sul proprio corpo o sul corpo di un'altra persona avvertiremo il passaggio di energia sotto forma di calore o vibrazione.

Prima di ogni trattamento di Reiki si posano le proprie mani sul cuore per qualche minuto. Questa semplice e significativa azione è chiamata centratura sul cuore: è la preparazione e l'ascolto del contatto con se stessi e con l'altro, è sintonizzarsi con il proprio respiro e ritmo cardiaco, è esserci e predisporsi a donare. Successivamente si procede con l'accarezzamento dell'aura che è l'insieme dei corpi energetici che circondano il corpo fisico.
Durante la pratica di un trattamento di Reiki si potrà avvertire una sensazione di forte calore che di solito indica che la zona interessata è affetta da una patologia di tipo acuto, ad esempio un fenomeno infiammatorio.
Può accadere anche di percepire una sensazione di freddo alle mani che può indicare un blocco persistente dell'energia in quel punto del corpo e che spesso indica che il sintomo si è cronicizzato. In entrambi i casi è bene rimanere nella posizione fino a quando la "temperatura" della zona trattata si sia normalizzata. Il trattamento è molto più scientifico di quanto sembri anche se la sua scientificità ha avuto origine in un contesto culturale profondamente diverso dal nostro.

5.2.2.1 Autotrattamento

E' il trattamento che ognuno può fare a se stesso. Si trattano i sette chakra che corrispondono a determinati punti del corpo. Si inizia dalla testa, appoggiando in sequenza le mani sulla sommità del capo, sulla fronte, sulla gola, sul torace, sullo stomaco, sulla pancia e sulle pelvi: posizioni corrispondenti ai sette chakra. Il tempo di permanenza di ogni posizione è di circa tre minuti, ma può variare a seconda dei nostri bisogni. L'autotrattamento è un momento di ascolto, di centratura. Intervenendo sui punti della coscienza corporea si agisce sull'equilibrio psico-fisico e sulla consapevolezza.

5.2.2.2 Trattamento dei Chakra

E' un trattamento che dura pochi minuti, si pratica in situazioni di shock in cui è richiesta rapidità d'intervento. Si procede come per l'autotrattamento, aggiungendo una posizione sulle spalle che serve per rilassare la persona a cui faremo il trattamento. Si appoggiano le mani sul settimo, sesto, quinto, quarto, terzo secondo e primo chakra. Con il trattamento dei Chakra, la persona recupera immediatamente presenza ed equilibrio.

5.2.2.3 Trattamento dei Cinque Organi

Si procede appoggiando le mani in sequenza nella zona dei reni, dei polmoni, del fegato, della milza e si arriva infine sul cuore. Normalmente la persona a cui facciamo il trattamento è sdraiata e le posizioni durano 6-8 minuti, a seconda delle necessità. Questo trattamento è molto potente e influisce principalmente sul sistema emozionale che è anche in stretta connessione con la funzionalità degli organi.

5.2.2.4 Trattamento di Base

Il Trattamento di base è detto anche la Fondazione o Trattamento Completo, dura in genere un'ora e mezza e riguarda tutti i principali punti energetici del corpo: i chakra, i meridiani, gli organi di senso, gli organi interni, le articolazioni. Si esegue appoggiando le mani in sequenza sulla parte anteriore del corpo nei seguenti punti: occhi, tempie, orecchie, emisfero destro e sinistro, sesto chakra, settimo chakra, gola, polmoni, fegato, milza, pancreas, stomaco, intestino, gonadi, interno delle cosce, ginocchi, caviglie, dita dei piedi, mani, spalle ed infine cuore.
A questo punto chiediamo alla persona a cui stiamo facendo il trattamento di girarsi in posizione prona per trattare i seguenti punti della parte posteriore del corpo: spalle, dorso, ghiandole surrenali, reni, glutei, primo chakra, colonna vertebrale, popliti, pianta del piede ed infine centro della schiena, in corrispondenza del chakra del cuore. Questo trattamento induce uno stato di profondo rilassamento e un forte processo di guarigione. E' normale che il processo di guarigione assuma la forma dello sblocco emozionale o del processo psico-fisico, che consentirà l'eliminazione delle tossine che si accumulano nell'organismo.

5.2.3 Il processo di purificazione o guarigione

Si chiama processo di guarigione il continuo e progressivo afflusso di informazioni, sotto forma di sentimenti, situazioni, ricordi, immagini, sogni, pensieri, che affluiscono dal corpo agli strati superiori della coscienza.
Quello che accade con Reiki è che, attraverso il trattamento o l'iniziazione, il corpo viene nutrito di nuova energia che consente, anche attraverso la manifestazione emotiva, di ricondurre alla consapevolezza le cause della sofferenza. Reiki guarisce in modo naturale, nel rispetto dell'interezza dell'individuo, ricercando la causa prima della malattia. La causa della malattia può aver avuto origine nel vissuto intrauterino, infantile, nelle carenze affettive, nel disadattamento che possono condurre all'inadeguatezza di vivere...

5.2.4 Il Sistema dei Chakras

Il sistema dei chakra, con i suoi sette livelli principali, ha rappresentato una guida spirituale per mistici e yogi almeno per quattromila anni. Le sue origini affondano nell'Induismo. Si parla dei chakra negli antichi testi dei Veda, nelle più tarde Upanishad, negli Yoga Sutra di Patanjali e, più diffusamente, nel XVI secolo da parte di uno yogi indiano in un testo intitolato Sat-Chakra-Nirupana. Nel 1920, il sistema dei chakra giunse in Occidente grazie ad Arthur Avaloncon, con il testo The Serpent Power. Chakra è un termine sanscrito, significa ruota, vortice o disco e rappresenta un vortice di energia collocato in corrispondenza di sette punti, considerati vitali, del corpo umano.

7
Settimo Chakra
Cognizione

Pensiero

coscienza

6
Sesto Chakra
Intuizione

Luce

Luminescenza

5
Quinto Chakra
Comunicazione

Suono

Vibrazione

4
Quarto Chakra
Amore

Aria

Equilibrio

3
Terzo Chakra
Potenza

Fuoco

Combustione

2
Secondo Chakra
Sessualità

Acqua

Polarità

1
Primo Chakra
Sopravvivenza

Terra

Gravità

figura 12
I 7 Chakras

I Chakra si trovano in corrispondenza dei gangli nervosi del sistema simpatico vasale, interessano la sfera emotiva, influenzano il respiro, il battito cardiaco, il metabolismo ed influiscono sull'attività ghiandolare del corpo umano. Si dice che i Chakra abbiano una posizione.

I 7 chakras

figura 13

La figura 13 mostra le posizioni dei sette chakra principali. Tali posizioni possono variare leggermente da persona a persona e, in base alla loro collocazione nel corpo, sono state associate a vari stati di consapevolezza e ad elementi archetipici. Ad esempio, i chakra più bassi, che sono fisicamente più vicini alla terra, sono in rapporto con gli aspetti più pratici della nostra vita: sopravvivenza, movimento, azione; i chakra superiori rappresentano aree mentali e la loro funzione è simbolica e si manifesta attraverso parole, immagini e concetti.

I sette chakra rappresentano sostanzialmente "concetti" quali: 1 sopravvivenza, 2 sessualità, 3 potenza e forza, 4 amore, 5 comunicazione, 6 intuizione, 7 cognizione (figura 12). Metaforicamente, i chakra sono in relazione ai seguenti elementi archetipici: 1 terra, 2 acqua, 3 fuoco, 4 aria, 5 suono, 6 luce, 7 pensiero. Questi elementi possono anche rappresentare i principi universali della gravitazione, della polarità, della combustione, dell'equilibrio, della vibrazione, della luminescenza e della coscienza (figura 12). Ogni chakra ha un nome Sanscrito ed è associato ad un colore.

l'insieme dei chakra dà origine, nel nostro corpo ad un canale energetico dove fluirà l'energia di Reiki
I chakra corrispondono ai gangli nervosi
figura 14
figura 15

I chakra corrispondono alle ghiandole del sistema endocrino

I 7 Chakras sono in corrispondenza ad alcuni organi del corpo
figura 16
figura 17

I Chakra, come l'arcobaleno, danno origine alla connessione tra mente e corpo, spirito e materia, passato e futuro, Cielo e Terra. I chakra sono le ruote della vita che permettono al corpo di muoversi nel "divenire" degli eventi della vita stessa. Il sistema dei Sette Chakra descrive uno spettro crescente tra materia e coscienza, in cui i "due estremi" collegano il Sé individuale a quello Universale. Ogni chakra rappresenta una propria dimensione e l'insieme dei chakra dà origine, nel nostro corpo ad un canale energetico dove potrà fluire l'energia di Reiki (figura 14). I chakra corrispondono ai gangli nervosi (figura 15), alle ghiandole del sistema endocrino (figura 16) e sono in corrispondenza ad alcuni organi del corpo (figura 17).

5.2.5 I Sette Chakra

5.2.5.1 Primo Chakra o Muladhara (radice)

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale, nella zona del perineo, sul pavimento pelvico. E' diretto verso il basso, rappresenta le nostre radici, permette il contatto con la Terra e con la realtà materiale. Si relaziona con il livello di coscienza che ci consente la sopravvivenza nel Mondo ed è collegato alle ghiandole surrenali (figura 16). Queste sono due piccole ghiandole, che si trovano sul polo superiore dei reni. Sono considerate le ghiandole dell'omeostasi per eccellenza; infatti, consentono agli animali superiori di sopravvivere, per quanto l'ambiente che li circonda si modifichi continuamente. Ciascuna ghiandola è costituita da due parti: la corteccia surrenale (esterna), che secerne ormoni a struttura steroidea, e la midolla surrenale (interna), che secerne catecolamine. La corteccia surrenale controlla principalmente l'omeostasi salina ed il metabolismo organico e, tra gli ormoni che secerne, vi sono i glicocorticoidi e i mineralcorticoidi. Tra i glicocorticoidi, troviamo il cortisone, che interviene su varie funzioni metaboliche ed enzimatiche. Ha un ruolo assai importante nella risposta dell'organismo allo stress e promuove le reazioni dell'organismo all'emergenza. Tra i mineralcorticoidi, troviamo l'aldosterone e gli ormoni androgeni, che integrano l'azione delle ghiandole sessuali dell'apparato genitale. La midolla surrenale secerne le catecolamine, le quali favoriscono "la reazione di attacco o di fuga".

5.2.5.2 Secondo Chakra Svadhistana (dolcezza)

Il secondo chakra è localizzato nella parte inferiore dell'addome, sopra gli organi sessuali (gonadi) ed infatti è in stretto collegamento con la sessualità, il desiderio, ma anche con la paura e l'ansietà. L'elemento di questo chakra è l'Acqua e le funzioni che lo riguardano sono connesse con i liquidi: circolazione, eliminazione urinaria, sessualità, riproduzione.

Al secondo chakra sono collegate le gonadi (figura 16), dal greco gónos, generazione, riproduzione. Sono gli organi ghiandolari maschili e femminili che producono gli ormoni sessuali, necessari alla riproduzione ed alla conservazione della specie umana.


5.2.5.3 Terzo Chakra Manipura (gioiello)

Il terzo chakra è situato all'altezza del plesso solare, la funzione che rappresenta è la trasformazione. A livello corporeo, si manifesta con il metabolismo, che consente la trasformazione degli alimenti in energia. A livello simbolico, si identifica con il verbo "io posso", con la volontà del sé interiore. E' rappresentato dal fuoco, la cui funzione è la trasformazione.Il terzo chakra è associato al pancreas ( figura 16), ghiandola situata nell'addome, fra la colonna vertebrale e lo stomaco, vicino al duodeno, a cui è collegato. Oltre alle funzioni digestive, il pancreas produce due ormoni di grande importanza che si immettono nella circolazione sanguina: l'insulina e il glucagone. Essi sono fondamentali per metabolizzare e sfruttare le proprietà dei carboidrati e degli zuccheri.L'insulina abbassa il tasso di zucchero nel sangue, il glucagone lo fa alzare, stimolando il fegato a liberare il glucosio.

Terzo Chakra

5.2.5.4 Quarto chakra Anahata (non colpito)

Il quarto chakra ha sede nella zona cardiaca e più precisamente sul cuore, il punto centrale del sistema dei chakra. Ha una funzione importante, in quanto è il punto di integrazione mente/ corpo. E' nel trattamento del quarto chakra che possiamo trovare la pace, l'armonia tra gli opposti, l'amore. La ghiandola collegata a questo chakra è il timo, dal greco thymós, "anima": è un piccolo organo linfoide situato nel torace dietro lo sterno (figura 16). Regola l'accrescimento del corpo, svolge un'importante funzione nella produzione degli anticorpi e nella loro distribuzione nelle ghiandole linfatiche.

5.2.5.5 Quinto chakra Vishudda (purificazione)

Il quinto chakra ha sede nella gola ed è il centro del suono, della vibrazione e dell'autoespressione. Suono, ritmo, vibrazione, parole… la comunicazione è il mezzo che ci relaziona con gli altri. Il quinto chakra è il principio di connessione che rende possibile la vita, è l'arte di ricevere e trasmettere informazioni, di esprimerci. La ghiandola associata al quinto chakra è la tiroide, situata alla base del collo. Ha la funzione principale di secernere due ormoni, che hanno un ruolo determinante nella regolazione del ritmo metabolico, e più precisamente della velocità con cui il corpo trasforma le sostanze nutritive in energia. Infatti, se il ritmo metabolico aumenta, si possono verificare perdita di peso, nervosismo, senso di calore o disturbi emotivi, mentre se ridotto considerevolmente si manifesterà un rallentamento delle funzioni corporee.

5.2.5.6 Sesto chakra Ajna (Centro del comando)

Il sesto chakra è situato nel centro della fronte, appena sopra gli occhi, corrisponde al terzo occhio. E' il centro della vista e l'elemento associato è la luce. Rappresenta il percepire, l'intuizione, il sentire l'ambiente che ci circonda. Associato al sesto chakra troviamo l'ipofisi o ghiandola pituitaria (figura 16), che governa il sistema endocrino. E' una piccola formazione ovoidale, posta nella sella turgica più o meno al centro della fronte, equidistante dai due occhi. L'ipofisi è divisa in due parti: l'ipofisi anteriore, che è di natura ghiandolare (adenoipofisi) e l'ipofisi posteriore, che è di natura nervosa (neuroipofisi). L'ipofisi è collegata all'ipotalamo tramite numerosi fasci nervosi. L'ipotalamo è un importante struttura cerebrale, che funge da essenziale collegamento tra cervello ed ipofisi: controlla l'appetito, la temperatura corporea, il sonno ed altre funzioni vitali.

5.2.5.7 Settimo Chakra Sahasrara (mille petali)

Il settimo chakra è situato sulla sommità della scatola cranica. E' il centro della coscienza cosmica ed in particolare della consapevolezza dell'ordine cosmico. Rappresenta l'aspetto del pensiero ed è associato alla comprensione.Al settimo chakra è associata l'epifisi, una ghiandola a forma di pigna (corpo pineale) situata nella parte dorsale dell'encefalo (figura 16). Elabora due ormoni: la melatonina, che tende a schiarire la pelle e l'adreno-glomerulotropina, che stimola la produzione di aldosterone da parte del surrene. Secondo il filosofo francese Cartesio, la ghiandola pineale era il punto d'incontro tra la mente e il corpo; non solo: secondo molti pensatori del passato, essa era addirittura la sede dell'anima. Questa minuscola struttura è ancor oggi considerata sede delle attività più fini dell'uomo come memoria, pensiero, equilibrio e si ritiene funzioni come una sorta di orologio interno.

5.3 IL SECONDO LIVELLO (Okuden)

Una volta integrati e compresi gli insegnamenti e la pratica del I° Livello, chi desidera approfondire ulteriormente la conoscenza, la pratica ed accrescere il proprio livello di coscienza può accedere al II° Livello. Il lavoro del secondo livello riguarda prevalentemente il piano mentale, speculativo. Il livello di energia è tale, da cambiare il nostro modo di agire e di comportamento. Libertà, autonomia, responsabilità, valore, riconoscimento, dignità riguarderanno il processo di guarigione del secondo livello.

5.3.1 L'Iniziazione di Secondo Livello

La cerimonia di Iniziazione è una sola e serve ad attivare i tre simboli del II livello, che sono dei potenti catalizzatori di energia. Vengono impressi, si dice, nella coscienza ed utilizzati per i trattamenti di II livello. Nel corso del seminario di II livello, l'allievo conosce i simboli, si esercita nella loro corretta esecuzione, apprende e pronuncia con precisione il loro nome, impara le sequenze corrispondenti ai vari trattamenti e come e in quali circostanze può applicarli. L'allievo iniziato al II livello sarà in grado di richiamare l'energia corrispondente al simbolo semplicemente pronunciandolo, tracciandolo o visualizzandolo.

5.3.2 I Simboli del Secondo Livello

I simboli del secondo livello sono tre, anch'essi Sacri e Segreti, non devono essere rivelati, disegnati, se non in presenza di chi ha già ricevuto il II livello. L'energia ad essi associata è molto forte e deve essere utilizzata con rispetto, in maniera appropriata. I simboli permettono di interagire con i quattro piani della realtà: Fisico, Emozionale, Mentale e Spirituale. Consentono di risolvere i conflitti personali, di realizzare il proprio ciclo di vita in armonia.
Primo Simbolo
Conferisce disponibilità e direzionabilità all'energia, la sua traduzione potrebbe essere "Concentro l'energia dell'universo qui e ora".
Secondo Simbolo
Direziona l'energia in profondità, alla nostra essenza, oltre le difese ed il controllo della mente.
Può rappresentare il collegamento diretto con il sub-conscio, al fine di rendere cosciente il vissuto personale e meglio comprendere il nostro modo di agire. Nella forma ricorda una lettera dell'alfabeto sanscrito, uno degli appellativi del Buddha, il Buddha che cerca la mente.
Terzo Simbolo
Simboleggia la creazione dell'uomo a immagine e somiglianza di Dio e rappresenta il contatto con l'energia dello Spirito. La Coscienza Cosmica è eterna ed immutabile, va oltre i concetti di Spazio e Tempo: consente all'energia di diffondersi e interagire con eventi passati, presenti, futuri.

5.3.3 I Trattamenti di Secondo Livello

I principali trattamenti di secondo livello vengono chiamati trattamento mentale e trattamento a distanza e nel compierli vengono utilizzati i simboli sopra descritti.

5.3.3.1 Il Trattamento Mentale

Consente di portare energia nella parte più profonda del nostro essere. Ha una durata di circa venti minuti; si utilizzano il primo ed il secondo simbolo e si procede nel seguente modo: si tracciano con una mano il primo ed il secondo simbolo nella zona della sommità del capo della persona che riceve il trattamento, si pronuncia mentalmente il nome della persona stessa, si appoggia la mano che ha tracciato i simboli sulla fronte, si pone l'altra mano sulla nuca. Si visualizzano il secondo ed il primo simbolo nello spazio in cui li ho tracciati e si ripronuncia mentalmente il nome della persona. Reiki scorre attraverso le mani di chi fa il trattamento per raggiungere l'essenza della persona. L'energia agisce a livello profondo, interessando i molteplici aspetti della persona umana. Il trattamento mentale genera un profondo rilassamento interiore e consente la distensione delle tensioni, sia fisiche che psichiche. In situazioni di cambiamento, di stress, di rottura o crisi può essere d'aiuto per riconoscere e mettere in atto le potenziali possibilità della persona.

5.3.3.2 Il Trattamento a Distanza

Consente di dare energia alle persone che non sono presenti, lontane nel tempo e nello spazio o a situazioni della nostra vita che vogliamo risolvere. Si usa il terzo simbolo, che rappresenta l'unificazione della coscienza, si entra in contatto con l'energia dello Spirito. Il trattamento a distanza si esegue in questo modo: si tracciano con una mano il terzo ed il primo simbolo e si pronuncia mentalmente il nome della persona o della situazione a cui intendo inviare il trattamento. In seguito si posizionano le mani con i palmi rivolti uno verso l'altro, si visualizza il terzo ed il primo simbolo, si ripronuncia il nome della persona o della situazione. A questo punto l'energia comincerà a scorrere e la persona o la situazione riceverà il trattamento.

5.3.3.3 Il Trattamento di purificazione degli ambienti

Il trattamento consente di purificare gli ambienti e gli spazi in cui viviamo, i vestiti che indossiamo e gli oggetti che usiamo. Dura due o tre settimane e per eseguirlo sono utilizzati il primo ed il terzo simbolo. Il trattamento viene illustrato durante i seminari di secondo livello.

5.3.4 L'Universo Interiore

Nel corpo c'è tutto il nostro esistere nel mondo, la coscienza di sé, la vita psichica e immaginativa, la mente razionale, l'aspirazione alla spiritualità, che è il dar voce alla parte più profonda di noi stessi. E' il rapporto con l'aria che respiriamo, con l'energia, con l'attrazione gravitazionale dell'universo e con la radioattività. Reiki opera su diversi piani della realtà umana che interagiscono tra loro e sono interdipendenti. Questi piani sono il piano fisico, il piano emozionale, il piano mentale e il piano spirituale.


5.3.4.1 Il Piano Fisico

A.Einstein una volta disse: "comprendere un oggetto fisico significa attribuirgli una reale esistenza" ed aggiunse "il fatto che il mondo delle esperienze sensibili sia comprensibile è un miracolo". Il piano fisico comprende l'esperienza quotidiana, riguarda gli aspetti fisici e corporei dell'esistenza, è solitamente connesso ai bisogni materiali ed è la manifestazione della coscienza nella sua forma più tangibile.


5.3.4.2 Il Piano Emozionale

"L'emotività è espressione". Le emozioni pervadono il pensiero e lo influenzano, si sviluppano attraverso l'esperienza: sono l'espressione dell'esperienza stessa. Colorano ogni attimo della vita e, manifestandosi, possono deterninare la comprensione dei conflitti interiori e l'instaurarsi di livelli di coscienza più maturi. E' difficile dire se sono gli eventi che scatenano l'emozione o se è l'emozione che, liberandosi, scatena l'evento. Probabilmente sono vere entrambe le cose.

5.3.4.3 Il Piano Mentale

Comunemente, si ritiene che il pensiero abbia sede nel cervello, dove sono elaborate le informazioni che provengono dall'ambiente esterno. Espressione tipicamente umana del pensiero è il linguaggio, che consente al soggetto di raccontare le proprie azioni, passate, presenti, ma anche di progettare quelle future. Il pensiero offre la possibilità di portare nella realtà il nostro più intimo sentire, le nostre verità.

5.3.4.4 Il Piano Spirituale

Alcuni considerano il piano spirituale il piano più elevato, più misterioso e complesso, appartenente ad una realtà immateriale definita "Superiore" o "Trascendente". Con il termine "Trascendente" s'intende l'essere al di sopra al di là di ogni limite, al di fuori e al di sopra della realtà sensibile. Un'apertura verso l'ignoto è possibile solo se l'uomo ritrova fiducia, onestà, umiltà.

5.4 IL TERZO LIVELLO (Shinpiden)

Con il Terzo livello si riceve l'iniziazione al quarto simbolo; si attiva un profondo processo di emersione dell'inconscio che consente di comprendere sempre più chiaramente il senso di questo Viaggio Terreno.


5.4.1 L'Iniziazione di Terzo Livello

L'iniziazione al Terzo livello è una cerimonia breve, semplice, densa di significato. E' un momento solenne e sacro.

5.4.2 Il Quarto Simbolo

Se il Primo simbolo riguarda il "qui e ora", il Secondo simbolo riguarda il "dentro" e il Terzo simbolo esprime il concetto del superamento dello "spazio/tempo", il Quarto simbolo è il contatto diretto con la fonte della luce attraverso il Maestro interiore, per questo è definito come il simbolo del Maestro.
Rappresenta il simbolo del Grande Uomo che manifesta l'incontro tra la dimensione del Cielo e della Terra, tra il piano spirituale e materiale; esprime il collegamento con la Fonte Divina del Creato al fine di raggiungere la Liberazione o Guarigione o Illuminazione.
Il Quarto Simbolo può essere ricondotto a un espressione Zen che significa "Stanza del tesoro ove Risplende la Grande Luce".

5.4.3 Il Processo di Guarigione

Con il Terzo livello l'aspetto inconcio, prezioso e illuminante impulso trasformatore, si rivela perché possa essere integrato, compreso e riconosciuto.

5.5. IL QUARTO LIVELLO, Il Maestro

Successivamente al Terzo livello esiste la possibilità di scegliere di essere Maestro di Reiki, di dedicarsi all'insegnamento e alla diffusione di Reiki. E' nel seminario di IV Livello che il futuro maestro apprenderà le istruzioni per dare le Iniziazioni alle persone che desidereranno compiere il Viaggio con Reiki.
Il Maestro di Reiki non è una persona dotata di speciali poteri, è semplicemente un insegnante esperto in una disciplina specifica, che ha seguito un adeguato percorso di formazione fatto da anni di pratica, di esperienza e di un giornaliero lavoro di verifica e auto-analisi.
L'integrità, la responsabilità, la coscienza e l'amore sono qualità che illumineranno costantemente il suo cammino e le sue azioni quotidiane. Il maestro riconosce ed onora i principi di Reiki:

Solamente per oggi, non arrabbiarti. Solamente per oggi, non preoccuparti.
Terremo conto di tutte le benedizioni e onoreremo i nostri genitori, i nostri insegnanti e i nostri vicini.
Onoreremo il cibo, non lo sprecheremo, perché anche il cibo è un dono di Dio.
Vivremo onestamente, ci guadagneremo da vivere in modo dignitoso e saremo pieni d'amore e di compassione verso tutto ciò che ha vita.

I Principi di Reiki mi sembrano in sintonia con un pensiero di Karl R. Popper:

"Il futuro è decisamente aperto. Esso dipende da tutti noi. Dipende da quello che noi e altre persone facciamo e faremo: oggi, domani, dopodomani. E quello che facciamo dipende a sua volta dai nostri pensieri, dai nostri desideri, dalle nostre paure! Dipende da come vediamo il mondo….dobbiamo diventare i creatori del nostro destino e imparare a fare le cose nel miglior modo che ci è possibile, …ma ciò significa che dobbiamo cambiare noi stessi".

5.5.1 La diffusione di Reiki

Reiki è una sistema di guarigione naturale di recente diffusione in Occidente. La sua diffusione inizia negli anni '80; grazie alla sua semplicità ed efficacia trova immediatamente un terreno fertile per crescere e divulgarsi in maniera considerevole. La Tradizione Orale consente la divulgazione dell'insegnamento di Usui, che deve essere tramandato nel modo semplice ed efficace, per permetterne la pratica senza alternarne il significato originario. Il Maestro di Reiki non "possiede" un segreto, ma ne è il custode. Reiki, per alcuni, è un sistema di guarigione naturale, per altri un processo di crescita interiore, che consente di comprendere la relazione tra le esperienze della propria vita e la realtà circostante, per altri ancora una tecnica di rilassamento, che determina una crescente padronanza dell'Io nei riguardi della realtà, per alcuni infine una professione. Ho scoperto Reiki nel novembre del 1997 e dalla mia esperienza personale ne riconosco l'efficacia, la semplicità e la meraviglia.

 

L'origine della vita - Reiki

L'origine della vita

La vita sulla Terra ha avuto origini dal mare, dato che tutti gli animali discendono da creature marine primitive (forse alghe); inoltre i liquidi corporei degli animali marini e terrestri sono simili nella composizione salina alla stessa acqua del mare. Attualmente tutti i più semplici organismi marini possono automaticamente variare la

concentrazione del loro liquidi corporei in risposta a variazioni dell'ambiente marino circostante. Attraverso una lenta successione la Terra ha visto lo sviluppo prima degli invertebrati, poi dei pesci, degli anfibi, dei rettili, degli uccelli, dei mammiferi, dei primati e infine dell'uomo...

 

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